venerdì 5 marzo 2010

Avventure Planetarie fra i primi 20 blog scientifici italiani

Avventure Planetarie è fra i primi 20 blog scientifici italiani nella classifica Top Blog Scienza di Wikio, un motore di ricerca specializzato in news. Attualmente si trova al 17° posto.

Mi fa piacere perché la classifica si basa sulla popolarità stabilita dai lettori attraverso la fruizione delle fonti di notizie. Quindi ringrazio te che mi segui, e anche Wikio.

martedì 2 marzo 2010

L'industria spaziale privata non ha una storia visiva

Il video Above & Beyond "Buzz" è stato mostrato alla presentazione nel dicembre 2009 del veicolo spaziale privato SpaceShipTwo di Virgin Galactic, che compirà voli spaziali turistici.


Above & Beyond "Buzz" evidenzia le contraddizioni comunicative dell'industria spaziale privata. Il settore rivendica con orgoglio, quasi con arroganza, le proprie capacità e potenzialità. E nel nuovo piano di Obama per la NASA avrà un ruolo sempre maggiore.

Ma al momento i risultati e le realizzazioni sono limitate. Il video mostra in gran parte filmati dei progetti Gemini, Apollo e Shuttle, miti e immagini del programma spaziale NASA di cui i privati criticano le inefficienze e la burocrazia.

sabato 27 febbraio 2010

Rivolgersi al pubblico interessato aumenta l'efficacia della divulgazione scientifica

Il 19 febbraio 2010 Emily Lakdawalla della Planetary Society ha tenuto l'intervento Social Networking Planetary Science - How to bring the Public Along on Suborbital Flight alla Next Generation Suborbital Research Conference. Sono disponibili le slide e la registrazione audio.

Lakdawalla suggerisce agli scienziati che lavorano a piccoli progetti di ricerca, specialmente con risorse di comunicazione limitate, di concentrare gli sforzi di divulgazione verso fascia di pubblico che definisce "pubblico interessato", costituito da appassionati competenti e motivati. Questa strategia massimizza l'efficacia della comunicazione perché il pubblico interessato:
  • richiede minori sforzi di traduzione e semplificazione dei concetti
  • è disposto e interessato a esaminare materiale e dati grezzi da missioni spaziali ed esperimenti
  • non è adeguatamente servito dai tradizionali canali di PR scientifico, ed è grato a chi dimostra disponibilità
  • amplifica gli sforzi di comunicazione partecipando a forum online, social network e usando strumenti tradizionali come conferenze e incontri.

mercoledì 24 febbraio 2010

L'industria spaziale privata renderà la NASA meno aperta?

Il nuovo piano di Obama per la NASA prevede che l'agenzia affidi a industrie aerospaziali private responsabilità sempre maggiori nella realizzazione e gestione di veicoli e attività spaziali. Come influirà il maggiore coinvolgimento privato sulla grande apertura NASA nella comunicazione pubblica?

La NASA, più di ogni altra agenzia spaziale, ha sempre avuto grande apertura e disponibilità nella condivisione di ogni tipo di materiale: foto, video, informazioni, dati, documenti, ecc. L'industria privata tende invece a limitare la diffusione di materiale informativo per ragioni commerciali e competitive.

Che conseguenze avrà questo confronto fra pubblico e privato nella comunicazione NASA? Non è ancora chiaro.

domenica 21 febbraio 2010

Le immagini spaziali negli anni '80: minore disponibilità ma più avventura

Il coinvolgimento privato Il coinvolgimento privato Il coinvolgimento privato Sei nato prima degli anni '70? Leggi il post in cui Stuart Atkinson, un appassionato inglese di spazio, racconta come negli anni '80 si procurava foto delle missioni spaziali scientifiche. Se anche tu ti interessavi di astronomia e spazio in quel periodo, ti riconoscerai.

Sei più giovane? Leggilo lo stesso. Capirai come si comunicava la scienza prima della rivoluzione di internet.

Atkinson ricorda la scarsità di foto e informazioni in quegli anni, e la difficoltà di trovarle. In genere i telegiornali ne mostravano qualcuna subito dopo una fase importante di una missione, per esempio il sorvolo di un pianeta. E i giornali ne pubblicavano qualche altra nei giorni successivi.

Bisognava attendere mesi perché riviste di divulgazione come Sky & Telescope e National Geographic pubblicassero una selezione maggiore ma ancora limitata di immagini. Oggi, con internet, possiamo avere tutte le foto che vogliamo entro poche ore dalla ricezione.

Qualcuno rimpiange però quel modo vintage di comunicare la scienza, come ricorda l'esperto spaziale tedesco Daniel Fisher in un commento al post di Atkinson. Le poche immagini che arrivavano in diretta negli anni '80, secondo Fisher, erano l'occasione per commenti spontanei e interessanti da parte degli scienziati. E seguire quelle scoperte in diretta televisiva, secondo Fisher, manteneva un senso di avventura e interesse del pubblico che l'abbondanza multimediale ha fatto in parte perdere.

giovedì 18 febbraio 2010

La NASA chiede al pubblico come migliorare l'agenzia spaziale

La NASA ha realizzato il sito Idea Brainstorming Tool con cui il pubblico potrà suggerire come migliorare l'agenzia spaziale rendendola più trasparente, partecipativa, collaborativa e innovativa (segnalato da Beth Beck). Mi pare che ci siano tutte le buzzword giuste.

Idea Brainstorming Tool è un'iniziativa nell'ambito del progetto Open Government at NASA. Le idee possono essere proposte, discusse e votate dagli utenti entro 19 marzo 2010.

lunedì 15 febbraio 2010

Sono ancora utili le gite scolastiche di istruzione?

Il Corriere della Sera ha pubblicato nell'edizione milanese del 10 febbraio 2010 l'articolo "Gite, professori in rivolta. «Troppi rischi» - «Non ci andiamo più: alcol, droga, risse e ragazze che tornano incinte»", seguito il giorno dopo dall'editoriale "Gite scolastiche diseducative - Più rigore o aboliamole".

Confermo questa situazione non solo perché molti amici insegnanti riferiscono le stesse cose, ma perché io stesso faccio visite guidate e attività di didattica della scienza per studenti in gita scolastica. I ragazzi, affaticati dalle maratone didattiche, distratti dagli stimoli dell'età, disinteressati, spesso maleducati e a volte trascinati dagli insegnanti anche quando non sarebbe opportuno, sembrano non trarre più alcun profitto da queste iniziative.

Il mondo è cambiato. Con le numerosissime opportunità che hanno oggi i giovani di viaggiare con le famiglie o per conto proprio, servono ancora le gite di istruzione? Ha ancora senso portarli tutti insieme in luoghi di cultura?

È ancora valida l'obiezione di chi teme l'esclusione di alcuni da opportunità culturali? Il bilancio netto fra offrire opportunità educative e vederle vanificate dall'indisciplina e dal disinteresse è sempre positivo?