venerdì 10 luglio 2009

Deludenti gli astronomi blogger italiani di Cosmic Diary

Sono passati 6 mesi dall'inizio a gennaio 2009 di Cosmic Diary, il progetto per l'Anno Internazionale dell'Astronomia in cui astronomi blogger di tutto il mondo raccontano il loro lavoro. Anche tre italiani partecipano a Cosmic Diary, ma hanno prodotto pochi post e i loro blog sembrano abbandonati.

Ecco l'attività dei tre italiani:
L'esperimento di divulgazione degli astronomi italiani non è riuscito. Nonostante siano presumibilimente volontari, hanno abbandonato i blog dopo l'entusiasmo iniziale. Sembrano estranei al blogging, probabilmente non hanno ricevuto assistenza dall'organizzazione di Cosmic Diary, né si sono documentati sullo stile e le consuetudini dei blog.

La regolarità degli aggiornamenti è la sfida principale per gli scienziati che mantengono un blog. Forse il blogging è una forma di comunicazione troppo impegnativa per professionisti molto attivi, da consigliare solo agli scienziati più motivati e a proprio agio con lo strumento.

Aggiornamento

25 settembre 2009 - Annalisa Calamida ha commentato questo post.

martedì 7 luglio 2009

Direttive del NASA Ames Research Center per l'uso dei social media

Un documento interno del 22 giugno 2009 stabilisce le direttive per l'uso dei social media da parte dei dipendenti del NASA Ames Research Center, spiegate dal direttore del centro S. Pete Worden (segnalato da @tim846 su Twitter). Le norme incoraggiano la comunicazione con il pubblico con questi strumenti stabilendo limiti più ragionevoli e meno restrittivi alle informazioni da non diffondere. Si prefiggono di bilanciare la necessità di comunicare con le esigenze professionali.

Queste direttive seguono le limitazioni alla comunicazione dei dipendenti tramite social media del Johnson Space Center, un altro importante ente NASA, che avevano cercato di regolamentare la diffusione incontrollata di notizie da parte del personale.

sabato 4 luglio 2009

Science & Entertainment Exchange: un aiuto al cinema per rappresentare la scienza

The Science & Entertainment Exchange è un progetto iniziato dalla National Academy of Sciences per incoraggiare i contatti e la collaborazione fra la scienza e l'industria cinematografica e dell'intrattenimento (segnalato dal blog Bad Astronomy). Il progetto darà all'industria del cinema accesso alla consulenza di scienziati ed esperti per dare una rappresentazione più realistica della scienza nelle storie:
The Science & Entertainment Exchange is a program of the National Academy of Sciences that provides entertainment industry professionals with access to top scientists and engineers to help bring the reality of cutting-edge science to creative and engaging storylines.
E un'iniziativa interessante, ma bisogna ricordare che nel cinema la scienza è un elemento narrativo, non un argomento da esporre o divulgare.

mercoledì 1 luglio 2009

La conquista della Luna non è più un mito

Nella moltitudine di reazioni online seguite alla morte di Michael Jackson il 25 giugno 2009, un commento dell'esperto di collezionismo spaziale Robert Pearlman su Twitter sintetizza meglio di qualunque indagine sociologica il ruolo delle imprese spaziali nella cultura popolare, la difficoltà della scienza di raggiungere un pubblico vasto e lo stato d'animo dei divulgatori:
Member of my gen on NYTimes: "For my generation, the greatest moonwalk had nothing to do with NASA." I understand, but find it regrettable.

domenica 28 giugno 2009

Il degrado del patrimonio artistico e scientifico italiano

Mario Resca e Andrea Carandini, rispettivamente diretto­re generale per la valorizzazione dei Beni Culturali e presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, hanno parlato dello stato di abbandono e degrado del patrimonio culturale italiano in un incontro del 16 giugno 2009 a Milano organizzato dagli Amici di Brera.

Resca e Carandini, anche attraverso le loro esperienze e indagini, si sono occupati soprattutto della situazione del patrimonio artistico: abbandono, rovina, calo dei visitatori, carenza di fondi e personale. Ma molto di ciò che descrivono vale anche per gli enti che si occupano di cultura scientifica e non è una novità per chi opera nel settore.

Cosa cambierà dopo questa ennesima denuncia dei maggiori responsabili del patrimonio culturale italiano? Temo molto poco. La sfida più importante, la gestione ordinaria della cultura, non è stata ancora affrontata.

giovedì 25 giugno 2009

Il ministro britannico della scienza usa Twitter

Pensa a qualcosa di fantascientifico. Se stai immaginando navi interstellari, viaggi nel tempo e universi paralleli non è abbastanza.

La vera fantascienza è Lord Paul Drayson, ministro britannico della scienza e dell'innovazione. Drayson, oggi, capisce cosa è Twitter e come funziona, lo usa e dialoga con i cittadini: @lorddrayson.

lunedì 22 giugno 2009

Un ente NASA limita la divulgazione di informazioni con i social media

Il Mission Operations Directorate del Johnson Space Center, da cui dipendono i controllori di volo delle missioni spaziali NASA con equipaggio, ha diramato alla metà di giugno 2009 alcune direttive sull'uso dei social media da parte del personale. Le direttive vietano di divulgare informazioni sulle missioni se non sono già state rilasciate dal Public Affairs Office.

Questa decisione stabilisce una serie di regole dopo che diversi controllori di volo e altro personale NASA avevano iniziato a raccontare pubblicamente il loro lavoro su siti di social media come Twitter e Facebook.

Le preoccupazioni all'origine della direttiva sono comprensibili. Alcune informazioni possono risultare sensibili, come i dettagli di una missione in caso di incidente, prestarsi a equivoci o essere confidenziali e soggetti a restrizioni sulle esportazioni. Affermazioni di singoli dipendenti, inoltre, possono essere erroneamente interpretate come posizioni ufficiali della NASA.

Sembra però che le direttive non abbiano intenti punitivi. La NASA si rende conto dell'importanza del coinvolgimento pubblico attraverso i social media, coerentemente con la politica di apertura dell'amministrazione Obama. La situazione è in evoluzione e si troverà probabilmente il modo di conciliare le esigenze di riservatezza con l'entusiasmo di molti tecnici e scienziati NASA.