sabato 18 dicembre 2010

Basta un blog per partecipare al dibattito scientifico?

Il cosmologo Amedeo Balbi ha commentato le discussioni online sull'articolo di Science sui batteri all'Arsenico, in particolare le critiche alla decisione dei ricercatori autori del lavoro di non esaminare le obiezioni provenienti da blogger e altre fonti online.

L'uso di strumenti online per parlare di scienza è relativamente giovane. Siamo ancora in una fase di trasformazione e sperimentazione. Non è chiaro se e quando si raggiungerà un equilibrio fra rigore e partecipazione al dibattito scientifico.

Ma condivido l'opinione di Balbi sui rischi di una partecipazione senza la comprensione e la padronanza degli strumenti concettuali della scienza e le competenze sulle questioni tecniche discusse:
Perché guardate che il rischio della forumizzazione della ricerca scientifica è che si cada nel modello Voyager: dare voce a tutti i pareri mettendoli sullo stesso piano e lasciare la gente libera di farsi l'idea che vuole.

1 commento:

  1. be', dipende da chi e da come vengono mosse le critiche: se io cominciassi a (stra)parlare di batteri all'arsenico allora farebbero bene gli autori a non rspondere, ma se qualcuno di competente sollevasse dubbi o questioni rilevanti sarebbe interesse degli autori trovare eventuali fondamenti. Basterebbe anche solo rispondere con un "verifichiamo" e commentare nuovamente una volta trovata la soluzione spiegando se ci sono novità o meno... insomma, "blogger" non è sempre sinonimo di "opinionista" (in senso spregiativo, si pensi ad esempio a quelli in TV). Aprirsi a una platea vasta come quella di internet può portare anche l'interesse di gente competente!

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