sabato 25 luglio 2009

L'astronomia: un bisogno umano?

A che serve la scienza? Perchè sottrarre risorse ai bisogni umani primari per darli alla scienza?

Sono fra le domande più difficili per chi fa divulgazione scientifica. Rispondere che la conoscenza è un bisogno primario è imbarazzante, insoddisfacente. Per questo è particolarmente interessante l'opinione di un religioso, che ha una particolare sensibilità per le sofferenze materiali e spirituali dei più poveri.

Il gesuita Guy Consolmagno, un noto astronomo della Specola Vaticana, riflette sulle ragioni dell'Anno Internazionale dell'Astronomia 2009. Racconta che lasciò una posizione di ricerca postdoc al MIT per insegnare astronomia in una zona poverissima del Kenya e scrive:
Then it finally occurred to me... no well-fed cow bothers to look through a telescope. No cat or dog, no matter how clever, is interested in seeing the images that spacecraft have sent us. People are interested in astronomy precisely because they are people. It is a human response to a human urge. Feeding that urge feeds our humanity. The people in Iten, Kenya, were as hungry for this as the people of Lexington, Michigan. It is a hunger for more than food. It is literally true: a human being does not live by bread alone.

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