mercoledì 20 agosto 2008

Lo spazio in TV è noioso: come le olimpiadi?

Le trasmissioni TV dalla Luna delle missioni Apollo erano considerate noiose perché mostravano pochi momenti spettacolari alternati a lunghi periodi con poca azione, attività con attrezzature sconosciute e operazioni di routine. Giudizi simili hanno ricevuto immagini di missioni spaziali successive, ormai definitivamente cancellate dai palinsesti televisivi italiani.

Dimenticando per un momento le implicazioni politiche e commerciali, ho l'impressione che anche le dirette TV dalle olimpiadi di Pechino 2008 di questi giorni risultino noiose a molti. Pochi momenti spettacolari o emozionanti alternati a lunghi periodi di preparazione, gare di discipline poco conosciute, aspetti tecnici. Ma queste immagini invadono regolarmente la programmazione televisiva ogni 4 anni.

Per ragioni analoghe possono sembrare noiose le telecronache di altri eventi sportivi come gare di atletica, ciclismo e Formula 1 (quanti tuoi amici vedono solo la partenza di un gran premio?). Ma la loro presenza in TV è frequente.

Se si considerassero unicamente le preferenze del pubblico, le immagini sullo spazio potrebbero perfino risultare più gradite di quelle sportive. Le dirette su missioni spaziali mancano nella TV italiana dalla metà degli anni '80 e molti spettatori potrebbero giudicarle novità interessanti.

2 commenti:

  1. La questione non è così semplice... Parlo da "semi esperto del ramo" avendo lavorato prima per la tivvù come autore e ora (i casi della vita!) per il dipartimento di comunicazione di una azienda spaziale. Certamente le immagini di un lancio sono molto spettacolari (specie quelle che fabbrica la NASA), però una diretta di questo tipo crea "problemi" alle logiche televisive. Prima di tutto, la diretta fa saltare il palinsesto già definito e (cosa più importante per chi gestisce il tutto...) gli spazi pubblicitari già venduti. Mettici pure che la programmazione della trasmissione in Italia (visto gli orari in cui di solito vengono collocati i lanci) sarebbe poco adatta a rastrellare pubblico... Certo per la RAI, la funzione nobile di "Servizio pubblico" dovrebbe bypassare simili questioni di ascolti... Ma tu ce lo vedi Marzullo che alle due di notte cede la linea a Cape Canaveral? Cosa non trascurabile, poi, i lanci spaziali subiscono spesso ritardi e , addirittura, cancellazioni, che mal si concilierebbero con i vincoli di qualsiasi setimana di programmazione.
    In alternativa, ESA e NASA non lo sanno ma hanno pronto in casa, un "format" di reality tv che farebbe la fortuna di qualsiasi canale... 4/6 persone di differenti paesi e culture costretti a convivere insieme, in spazi angusti, a 400 kilometri dalla Terra, lontano dalle famiglie e in microgravità! "Life in the space station"... Altro che "Grande fratello e Isola dei famosi"! il successo è assicurato, datemi retta.

    ciao

    Marco

    p.s.
    scusami per la lunghezza del commento...

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  2. Marco: grazie delle osservazioni, sono interessanti e la lunghezza non è un problema. Suggeriscono che la spiegazione dell'assenza di immagini sullo spazio in TV, il presunto disinteresse del pubblico, è troppo sbrigativa.

    Non sono sicuro del successo del format "Life in the Space Station". La formula è buona, ma i protagonisti litigano troppo poco per un reality show.

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