mercoledì 17 settembre 2008

Non sempre un ospite prestigioso sa anche comunicare

Importanti esponenti del mondo scientifico vengono a volte invitati a parlare a eventi di divulgazione per la loro notorietà anche se sono oratori noiosi. Ma non sempre chi ha competenza di ricerca o incarichi di rilievo in istituti scientifici è anche in grado di comunicare efficacemente e piacevolmente.

Senza rapporti personali diretti non è facile capire chi riesce a parlare senza fare addormentare (ma la disattenzione ha anche cause fisiologiche o ambientali). Se non puoi conoscere o incontrare l'ospita prima di un evento che organizzi, ecco alcuni consigli per farti un'opinione di un possibile oratore:
  • guarda su YouTube eventuali video di sue conferenze o interviste
  • ascolta podcast o registrazioni audio
  • parlagli al telefono
  • chiedi le opinioni degli organizzatori di manifestazioni a cui ha partecipato
  • cerca con Google i commenti del suo pubblico

2 commenti:

  1. Andrea Bernagozzi17 settembre 2008 09:36

    Caro avventuriero planetario,

    una storia vera a proposito di ospiti prestigiosi e comunicazione.

    Martedì 9 settembre ero ospite in studio a una trasmissione della sede regionale Rai per la Valle d'Aosta.

    Tanti gli argomenti discussi: Arrancabirra, maratona podistica a base di bevute, indovina un po', di birra; Miss Padania Valle d'Aosta, 17 anni e le idee chiare («Non mi piace studiare, voglio fare la velina» - a suo modo, un classico); e ovviamente Lhc distruggerà il mondo?

    Per parlarne le conduttrici hanno chiamato al telefono in diretta un fisico valdostano che insegna in non so quale università in Italia e all'estero, perciò corrisponde all'identikit di "ospite prestigioso".

    Costui dice: «Sì, la probabilità che il buco nero distrugga la Terra esiste [e già io ero depresso], ma c'è un precedente *rassicurante* [sentiamo] Quando hanno fatto scoppiare la prima bomba atomica ad Alamagordo [e qui avevo la testa sul bancone dello studio radiofonico] perché la prima bomba atomica è scoppiata ad Alamagordo, non a Hiroshima e Nagasaki [per la precisione] i fisici avevano paura che una reazione a catena incendiasse l'atmosfera della Terra distruggendo il pianeta [pausa strategica] ma Fermi ha fatto i calcoli e ha visto che non sarebbe accaduto e hanno potuto far scoppiare la bomba atomica in tranquillità [lieto fine]».

    Intanto pensavo la scenetta. Al mattino del 10 settembre un tizio incontra sul bus un altro tizio che sta leggendo sul giornale: "Oggi l'esperimento di Lhc". Ah, ieri ho sentito un programma alla radio valdostana su questa cosa, dice il primo tizio. E cosa dicevano?, chiede quello del giornale. Non me lo ricordo, risponde il primo, ma c'entrava la bomba atomica...

    Un fisico autorevole cui viene in mente la brillante idea *rassicurante* (sic) di collegare un pacifico esperimento per scoprire la natura intima della natura con il tragico episodio in cui la fisica ha conosciuto il peccato... e tutto con il preciso scopo di tranquillizzare gli ascoltatori!

    Che dire, un capolavoro.

    Grazie, Andrea

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  2. Grazie Andrea, mi hai rassicurato sugli ospiti prestigiosi.

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