giovedì 25 dicembre 2008

Le sonde parlanti su Twitter ostacoleranno l'esplorazione umana dello spazio?

L'analista spaziale Jeff Foust si era chiesto se sia giusto umanizzare una sonda spaziale e dolersi della sua perdita come è accaduto per MarsPhoenix, la presenza Twitter della sonda marziana Phoenix. Ora spiega le ragioni della sua perplessità nell'articolo The perils of talking spacecraft del 15 dicembre 2008 su The Space Review.

Secondo Foust, se il pubblico stabilirà con i robot un legame emotivo paragonabile a quello con i futuri esploratori della Luna e di Marte ricevendo un simile livello di gratificazione, i costi e i rischi delle missioni umane potrebbero essere considerati troppo elevati:
If it's not that much stronger—if people feel a similar level of connection to a robotic explorer as a human one—will people be willing to accept the increased cost and risk of human space exploration if they don’t get more out of it?
Non condivido la preoccupazione di Foust. Il legame emotivo con MarsPhoenix è stato più simile a quello per un eroe cinematografico che per una persona. Gli utenti Twitter erano consapevoli che dietro MarsPhoenix c'era un essere umano e sono stati al gioco.

Il pubblico, inoltre, è disposto ad accettare i costi e i pericoli di attività spettacolari, per esempio sport ad alto rischio come la Formula 1.

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