martedì 27 luglio 2010

Editoria digitale in Italia: io sto con i piccoli

A luglio 2010 ho acquistato un lettore di ebook e iniziato a leggere regolarmente libri elettronici. Documentandomi sull'offerta italiana di testi di divulgazione e saggi scientifici, e sulla distribuzione online, ho scoperto due visioni imprenditoriali di questo settore e del suo futuro, due mondi diversi che sembrano reazioni opposte alla limitata cultura tecnologica del paese.

Da una parte ci sono grandi editori e distributori tradizionali come Feltrinelli e RCS Libri che intendono creare Edigita, un'infrastruttura digitale per la distribuzione nazionale degli ebook. Ma il progetto sembra ancora fermo allo stadio di vaporware.

Il sito Edigita contiene solo una pagina che proclama la rivoluzione nella distribuzione degli ebook. Per ora l'unico effetto sembra quello di creare incertezza negli editori, invitandoli implicitamente ad aspettare la promessa rivoluzione trascurando soluzioni già disponibili.

Dall'altra parte ci sono i piccoli operatori dell'editoria digitale: società di servizi editoriali, gestori di infrastrutture di distribuzione degli ebook, librerie online e gli editori che vi si affidano dando loro fiducia. Sono per esempio Simplicissimus Book Farm e Bookrepublic.

Questi piccoli operatori mostrano competenza e familiarità con le tecnologie che rappresentano il futuro degli ebook. Scrivono blog, usano Facebook e Twitter, partecipano attivamente a comunità online. Si può comunicare facilmente con loro, non sono irraggiungibili. Mentre il sito di Edigita è sempre lo stesso, Bookrepublic ha raccontato sul suo blog un diaro dell'avvio dell'attività.

Non è un caso. I piccoli conoscono gli ebook e le tecnologie digitali perché sono parte del loro stile di vita, di cui il dogfooding è una conseguenza naturale. Conoscono le necessità e gli interessi dei clienti perché sono loro stessi consumatori oltre che produttori. Leggono ebook e usano Linux, conoscono la cultura open source in cui mi riconosco. Operano nell'editoria per passione, non solo come attività commerciale. Agiscono invece di promettere.

Non aspetterò il futuro promesso dai grandi, perché per ora vedo solo mancanza di innovazione e staticità. Inefficienze che, come consumatore, diversi anni fa mi avevano fatto perdere la pazienza inducendomi a smettere di acquistare libri italiani. Ora i piccoli operatori e gli ebook mi stanno facendo riscoprire il piacere di leggere in italiano.

Ho iniziato ad acquistare ebook da Simplicissimus e Bookrepublic. Io sto con i piccoli.

5 commenti:

  1. Sono anch'io alla ricerca di un lettore, in particolare per PDF. Ho deciso che e` meglio aspettare.

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  2. Purtroppo i grandi editori italiani hanno ancora troppi interessi sul cartaceo e hanno paura delle innovazioni...siamo un paese retrogrado :\

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  3. Antonio: per i PDF ci vuole un lettore con schermo grande, almeno 8".

    Nducciuredda: contribuirò volentieri all'estinzione di quei dinosauri.

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  4. ti segnalo l'eBookFest di settembre: barcamp e tante altre cose :)
    http://www.ebookfest.it

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