mercoledì 29 ottobre 2008

Chi frequenta i musei scientifici e perché: studio ASTC 2008

I risultati di uno studio internazionale sui visitatori dei musei scientifici sono stati presentati ad ASTC 2008, la conferenza annuale dell'Association of Science-Technology Centers (Philadelphia, 18 al 21 ottobre). Lo studio si basa sulle risposte di oltre 14.000 frequentatori abituali e sostenitori attivi di una cinquantina di musei e science center di 4 nazioni: USA (la maggior parte), Canada, Regno Unito e Australia.

Ecco le principali conclusioni. Chi sono i visitatori:
  • donne (il 73% degli intervistati)
  • genitori di bambini piccoli (66%)
  • adulti senza figli (circa 1/5 degli intervistati)
  • nonni (1/6)
Perché frequentano i musei scientifici:
  • dare opportunità di apprendimento ai propri figli (60%)
  • i loro figli apprezzano le visite (45%)
  • stare insieme alla famiglia (44%)
Questi dati confermano la forte presenza di famiglie con bambini nei musei e ribadiscono la necessità di essere pronti a parlare di scienza anche ai bambini.

I visitatori sostengono attivamente i musei iscrivendosi a mailing list, acquistando abbonamenti o facendo donazioni per:
  • pagare i servizi che ricevono (48%)
  • risparmiare sui costi di accesso (46%)
  • aiutare organizzazioni che si occupano dei bambini (44%)
  • contribuire al miglioramento dei musei (43%)
  • rispondere a richieste di donazioni (2%)

domenica 26 ottobre 2008

Una pista ciclabile con un modello del Sistema Solare

Cycle the Solar System è una pista ciclabile lungo la quale, a distanze che rispettano la scala del Sistema Solare, si trovano riproduzioni dei pianeti (segnalato da Astronomyblog). Si estende da York a Selby nell'Inghilterra settentrionale ed è stata inaugurata nel dicembre 1999.

La pista è lunga oltre 10 km e le dimensioni dei globi planetari, nelle proporzioni corrette, variano da 2,4 m per il Sole a 5,9 mm per Plutone. Ci sono altri modelli simili all'aperto, ma hanno generalmente dimensioni molto minori. In questo caso lo sforzo fisico e il tempo per attraversarla fanno meglio percepire le distanze e lo spazio vuoto nel Sistema Solare.

giovedì 23 ottobre 2008

Comunicare al pubblico per difendere la ricerca

Il giornalista scientifico Sergio Pistoi risponde a un ricercatore che chiede consigli per fare conoscere la situazione della ricerca e portarne le difficoltà fuori dalle università. I ricercatori italiani si stanno rendendo conto di una ragione importante per comunicare al pubblico senza l'intervento di intermediari e gruppi di interesse: ottenere il sostegno dell'opinione pubblica in vista degli annunciati pesanti tagli ai finanziamenti.

Mi auguro che questo atteggiamento di apertura e dialogo, iniziato in tempi e circostanze difficili, abbia conseguenze permanenti sulla disponibilità del mondo scientifico a parlare del proprio lavoro. La comunicazione può essere uno strumento di sopravvivenza per la ricerca.

lunedì 20 ottobre 2008

La matematica è di moda?

Mauro Arpino, che ospito per questo guest post, è un mio vecchio amico. È anche un collega perché collaboriamo entrambi con il Planetario di Milano, presso cui ha una lunga esperienza di conferenziere. Le riflessioni che propone sono anche il frutto di alcune nostre discussioni.

Ecco dunque l'intervento di Mauro Arpino -- Paolo Amoroso

Negli ultimissimi anni è decisamente aumentato l'interesse verso la matematica. Tra film, libri e serie TV si osserva che la matematica comincia a far breccia nell'immaginario collettivo come qualcosa di pratico e di significativo, ben diversa dall'immagine di astrazione (e -- diciamolo -- di inutilità) percepita nel passato.

Non mi riferisco solamente al successo della serie televisiva Numb3rs, o al successo del film A Beautiful Mind, ma al proliferare di vari libri di divulgazione anche di elevato livello come L'enigma dei numeri primi, oppure a Il curioso dei numeri - Stranezze matematiche, controversie scientifiche, divagazioni da 1 a 9.

Trovo sintomatico di questo ribaltamento della percezione della matematica il fatto che si ricorra ad una citazione sui "numeri primi" per attirare lettori, come nel caso del bestseller La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Così infatti commenta Gian Italo Bischi in una recensione:
Addirittura, c'è chi dice (si veda ad esempio l'inserto domenicale del Sole24ore del 20 luglio [2008]) che proprio il titolo sia stato uno degli elementi determinanti del successo, titolo che peraltro che non è stato scelto dall'autore ma da Antonio Franceschini (editor della Mondadori) [...]
Mi domando se qualcuno ha davvero riflettuto sul significato profondo per la nostra società di questo mutamento. Avrà ripercussioni sulle scelte politiche, sugli investimenti nel campo della cultura scientifica e della ricerca? La cultura di massa è più avanti di chi decide la politica culturale? C'è una nuova sensibilità per la matematica?

Che ne pensi?

Mauro Arpino

sabato 18 ottobre 2008

Un astronauta nello spazio risponde alle domande del pubblico con YouTube

L'astronauta americano Greg Chamitoff, attualmente sulla Stazione Spaziale Internazionale, invita il pubblico di YouTube a fargli domande a cui risponderà con video sul canale ReelNASA (segnalato da Nick Skytland). Altri astronauti in missione avevano realizzato video distribuiti via web ma, credo, questa è la prima volta che astronauti nello spazio e pubblico comunicano attraverso YouTube.

Il video in cui Chamitoff presenta l'iniziativa NASA "Ask an Astronaut" è stato visto oltre 166.000 volte. Le sue prime 15 risposte dall'agosto 2008, viste dalle 1.000 alle 80.000 volte circa, riguardano le manovre della stazione spaziale, le reazioni fisiologiche degli astronauti, la vita di bordo, l'ambiente spaziale e altri argomenti.

Le domande si possono mandare compilando un modulo online o con una videorisposta all'invito di Chamitoff. Ma gli utenti YouTube sembrano insolitamente timidi: usano il modulo e nessuno ha ancora pubblicato una videorisposta.

mercoledì 15 ottobre 2008

Prossima apertura di Planetarium Network

Sta per terminare la sperimentazione chiusa di Planetarium Network, un nuovo social network per chi si occupa di divulgazione o didattica dell'astronomia e dello spazio. Presto il sito sarà aperto alle registrazioni ma è ancora necessario ricevere un invito per accedere. Se vuoi un invito, scrivimi fornendomi un indirizzo email a cui mandartelo, o lascia un commento qui.

lunedì 13 ottobre 2008

Chi fa divulgazione scientifica non può ignorare i blog e i social media

La creazione e fruizione dei blog in USA aumenterà del 33% entro il 2012. Metà della popolazione internet USA legge regolarmente i blog. Il 55% degli americani della Generazione Y (fra i 13 e i 24 anni) e il 42% della Generazione X (25-41 anni) leggono settimanalmente i blog.

Sono tendenze indicate dal blog Search Engine Guide che hanno implicazioni anche per chi si occupa di divulgazione scientifica. Per parlare di scienza non si possono più trascurare i mezzi di comunicazione online, fonti informative importanti e in crescita per una parte consistente del pubblico. Un pubblico, specialmente giovane, raggiungibile efficacemente attraverso i social media.

Questa migrazione sembra suggerita anche da un'indagine italiana, secondo cui i giovani diffidano della TV e si informano con una combinazione di media online e tradizionali.

I nuovi media online sono già il presente, non solo il futuro.