martedì 4 dicembre 2007

La comunicazione può essere uno strumento di sopravvivenza per la ricerca scientifica

La fine del programma Shuttle nel 2010 rende probabile la cancellazione di una importante missione scientifica. Se non segui da vicino le attività spaziali potresti pensare all'ultima missione di riparazione del telescopio orbitante Hubble.

Si tratta invece di AMS (Anti Matter Spectrometer o Alpha Magnet Spectrometer), un ambizioso e costoso esperimento di fisica della materia e cosmologia che dovrebbe essere portato sulla Stazione Spaziale Internazionale da uno Shuttle. Se lo conosci poco significa probabilmente che la comunicazione sul progetto non è stata efficace.

AMS, ideato da brillanti scienziati fra cui un premio Nobel, è frutto di una vasta cooperazione internazionale, è stato già costruito e potrebbe fare luce su fondamentali questioni di fisica. Ma la missione Shuttle che dovrebbe portarlo sulla stazione spaziale rischia di essere annullata per la fine del programma nel 2010.

L'intervento dell'opinione pubblica ha contribuito a evitare la cancellazione dell'ultima missione di riparazione di Hubble, le cui spettacolari osservazioni sono conosciute anche dai non specialisti. Dubito però che il pubblico possa salvare anche AMS, di cui non conosce probabilmente nemmeno l'esistenza.

La comunicazione scientifica sta dunque diventando anche un potenziale strumento di sopravvivenza per la ricerca. Ormai i rapporti con il pubblico sono importanti quanto gli aspetti scientifici e tecnologici e bisogna tenerne conto dalle fasi iniziali di un progetto.

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