sabato 27 febbraio 2010

Rivolgersi al pubblico interessato aumenta l'efficacia della divulgazione scientifica

Il 19 febbraio 2010 Emily Lakdawalla della Planetary Society ha tenuto l'intervento Social Networking Planetary Science - How to bring the Public Along on Suborbital Flight alla Next Generation Suborbital Research Conference. Sono disponibili le slide e la registrazione audio.

Lakdawalla suggerisce agli scienziati che lavorano a piccoli progetti di ricerca, specialmente con risorse di comunicazione limitate, di concentrare gli sforzi di divulgazione verso fascia di pubblico che definisce "pubblico interessato", costituito da appassionati competenti e motivati. Questa strategia massimizza l'efficacia della comunicazione perché il pubblico interessato:
  • richiede minori sforzi di traduzione e semplificazione dei concetti
  • è disposto e interessato a esaminare materiale e dati grezzi da missioni spaziali ed esperimenti
  • non è adeguatamente servito dai tradizionali canali di PR scientifico, ed è grato a chi dimostra disponibilità
  • amplifica gli sforzi di comunicazione partecipando a forum online, social network e usando strumenti tradizionali come conferenze e incontri.

2 commenti:

  1. Potremmo definire questo pubblico interessato come "evangelist" della divulgazione scientifica?

    Potrebbe ad esempio essere quel pubblico motivato (es. docenti, appassionati ed esperti, ecc) che poi divulga le informazioni a un pubblico inizialmente non interessato ma potenzialmente interessabile :-)

    Ovvero potrebbero essere gli "opinion leader" della comunicazione scientifica, persone non direttamente legate alla ricerca ma che godono di una rispettabilità e di una popolarità capace di avvicinare il grande pubblico alla scienza?

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  2. Claudio, è una possibile definizione. Ma forse questa fascia di pubblico è ancora poco conosciuta.

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