lunedì 15 febbraio 2010

Sono ancora utili le gite scolastiche di istruzione?

Il Corriere della Sera ha pubblicato nell'edizione milanese del 10 febbraio 2010 l'articolo "Gite, professori in rivolta. «Troppi rischi» - «Non ci andiamo più: alcol, droga, risse e ragazze che tornano incinte»", seguito il giorno dopo dall'editoriale "Gite scolastiche diseducative - Più rigore o aboliamole".

Confermo questa situazione non solo perché molti amici insegnanti riferiscono le stesse cose, ma perché io stesso faccio visite guidate e attività di didattica della scienza per studenti in gita scolastica. I ragazzi, affaticati dalle maratone didattiche, distratti dagli stimoli dell'età, disinteressati, spesso maleducati e a volte trascinati dagli insegnanti anche quando non sarebbe opportuno, sembrano non trarre più alcun profitto da queste iniziative.

Il mondo è cambiato. Con le numerosissime opportunità che hanno oggi i giovani di viaggiare con le famiglie o per conto proprio, servono ancora le gite di istruzione? Ha ancora senso portarli tutti insieme in luoghi di cultura?

È ancora valida l'obiezione di chi teme l'esclusione di alcuni da opportunità culturali? Il bilancio netto fra offrire opportunità educative e vederle vanificate dall'indisciplina e dal disinteresse è sempre positivo?

1 commento:

  1. Sarebbe da discutere che le gite scolastiche o viaggi d'istruzione debbano essere asservite esclusivamente a studio e cultura. I ragazzi hanno anche bisogno semplicemente di vedere cose diverse e di farlo in autonomia, senza i propri genitori... o semplicemente fare un'esperienza di vita che esca dalla normalità (e a volte monotonia). Ci sono dige scolastiche improntate proprio sul team building o sulle escursioni sportive... Non solo monumenti e musei, quindi. I nostri ragazzi sono cambiati perché è la nostra società che è diversa. Se loro hanno bisogno di sfogo come i fatti dimostrano, forse è proprio la gita scolastica che può essere studiata allo scopo. Da gite scolastiche di questo tipo, tornano entusiasti e arricchiti.

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