sabato 4 aprile 2009

Perché gli scienziati dovrebbero diventare blogger

Il biologo Daniel Brown spiega agli scienziati come comunicare con i blog. Propone una sorta di manifesto del blogging scientifico in cui discute perché seguire e scrivere blog scientifici, perché assumeranno un ruolo sempre maggiore nella comunicazione scientifica e come iniziare.

Parlando di questi strumenti di comunicazione si fanno spesso notare le ricadute positive sulla società e il coinvolgimento del pubblico. La guida di Brown è interessante perché illustra anche i vantaggi del blogging per gli scienziati:
  • ottenere solidarietà emotiva e sociale da persone con punti di vista simili
  • ampliare la propria rete di contatti
  • imparare a scrivere meglio
  • imparare a spiegare concetti complessi in termini semplici
  • ricevere commenti e critiche costruttive sulle proprie idee e ricerche
  • migliorare la visibilità di sé stessi, il proprio laboratorio e istituto
  • divertirsi

4 commenti:

  1. Ottima segnalazione. Argomento molto interessante. Ho sempre colto una certa diffidenza da parte di alcuni ricercatori italiani sull'uso dello strumento blogging. Secondo alcuni porta via tempo alla ricerca. Invece l'esperienza all'estero dimostra come questo strumento sia utile non solo per la divulgazione ma anche per la comunicazione scientifica. Ci sono addirittura medaglie Fields che li usano per scambiare appunti e meditazioni con altri colleghi.
    Il fatto è che c'è ancora una certa inesperienza in Italia nell'uso di strumenti e metodi per la divulgazione scientifica.

    Claudio

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  2. Claudio: è vero che un blog porta via tempo, ma può dare altri vantaggi.

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  3. Caro avventuriero planetario,

    nella mia pur piccola esperienza personale ho avuto contatti con scienziati statunitensi, fisici teorici di altissimo livello che, come fonte per la verifica di certe affermazioni, mi hanno indicato i blog loro e di loro colleghi. La mia impressione, da ignorante del campo, è che il blogging scientifico sia considerato uno strumento valido *a livello accademico* per lo scambio di idee e di informazioni tra scienziati. Con il vantaggio che anche chi scienziato professionista non è può seguire la discussione perché è in rete, visibile a tutti. Volendo, può lasciare un commento come sto facendo io ora. Insomma, si può seguire la scienza "in the making", con tanto di e non solo nella sua versione un po' edulcorata che compare nell'articolo finale sulla rivista. Questo per me è incredibile e, scusate l'ingenuità, bellissimo. Certo c'è il problema del tempo, non solo per il ricercatore, ma anche per il lettore. Ma i vantaggi mi sembrano nettamente superiori.

    Grazie e buona Pasqua, Andrea

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  4. Andrea: anche a me sembra quasi incredibile seguire così da vicino lo sviluppo della scienza e l'arrivo di nuove idee e risultati.

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