sabato 22 marzo 2008

Sacrificare l'integrità scientifica è il compromesso per la privatizzazione della cultura?

Nella mailing list DOME-L sui planetari si è discusso di come trattare le richieste dei fondamentalisti cristiani di non parlare di evoluzione nelle lezioni per le scuole. Lo statunitense Jeff Smith, un direttore di planetario in pensione con 39 anni di esperienza, invita le organizzazioni private che si finanziano con i propri incassi a cedere alle pretese di chi paga:
When dealing with the public in a for profit organization it is better to swallow your ego and not get on a soapbox as some advocate.

[...]

When dealing with the public either get used to or get out of the business before you are forced out.
Un atteggiamento raggelante su cui dovrebbero riflettere i sostenitori della privatizzazione della cultura.

Fortunatamente nei planetari, musei e istituti culturali pubblici italiani di cui ho esperienza non si accettano compromessi. Ma il rischio di pressioni di mercato e abbassamento della qualità rimane. Il servizio televisivo pubblico, la Rai, è una zona franca in mano ai mercenari degli ascolti.

1 commento:

  1. Mi associo anch'io: è raggelante, sembra un inizio dei secoli bui del medioevo.

    Usiamo gli strumenti del nostro tempo al meglio e contrastiamo con la conoscenza...

    RispondiElimina

I commenti sono moderati e richiedono l'approvazione di Paolo Amoroso prima della pubblicazione. Paolo si riserva di rifiutare quelli contenenti spam, insulti, farneticazioni pseudoscientifiche, o che non sono appropriati secondo il suo insindacabile giudizio. Inviando il commento ti assumi la responsabilità del suo contenuto. Dopo la pubblicazione del commento Paolo non accetterà richieste di cancellazione.