mercoledì 30 gennaio 2008

Watch Dish: il cielo osservato dai radiotelescopi di Jodrell Bank

Mappa stellare generata da Watch DishVuoi sapere che zona di cielo sta ascoltando il famoso radiotelescopio da 76m di Jodrell Bank? Per mostrarlo ho creato Watch Dish, un web mashup che informa sulle osservazioni in corso con le antenne del Jodrell Bank Centre for Astrophysics.

Gli aggiornamenti quasi in tempo reale di Watch Dish indicano le coordinate verso cui puntano gli strumenti e a che ora. Forniscono link a mappe stellari interattive centrate sulle zone di cielo osservate e a informazioni di stato sulle antenne.

È una specie di finestra sull'universo studiato dai radiotelescopi. Può incuriosire e invitare a esplorare le mappe del cielo per indovinare cosa stanno osservando, o alla ricerca di oggetti interessanti e spettacolari. A volte vedo che gli strumenti inquadrano zone familiari, come la galassia di Andromeda.

Watch Dish è un altro dei miei semplici esperimenti con strumenti web 2.0 per la divulgazione scientifica. Realizzato con Yahoo! Pipes, combina dati e servizi non pensati per lavorare insieme: i dati di puntamento delle antenne di Jodrell Bank, come il feed Twitter del telescopio Lovell, e il sito di visualizzazione astronomica SKY-MAP.ORG. Sulle spalle dei giganti e gli alluci dei radioastronomi.

Immagine: mappa stellare generata dall'applicazione Watch Dish (schermata di Paolo Amoroso)

lunedì 28 gennaio 2008

Leroy Chiao è il primo astronauta a usare Twitter

L'americano Leroy Chiao è il primo astronauta a usare lo strumento di microblogging Twitter. Chiao, che ha nome utente AstroDude, è un veterano di missioni Shuttle e sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Non più in servizio come astronauta, Chiao aggiorna con Twitter sulla sua vita personale e le sue attuali attività imprenditoriali e di consulenza. Ma parla anche di spazio, scienza ed esplorazione.

Altri astronauti hanno una presenza Internet con siti web personali, blog e forum online. E la NASA prevede l'impiego di Twitter per aggiornamenti dallo spazio nelle proprie strategie di comunicazione pubblica. Ma, per quanto ne so, Chiao è stato il primo astronauta a usare Twitter nel luglio 2007, ed è ancora l'unico.

sabato 26 gennaio 2008

Science Challenge 2008 incoraggia la comunicazione scientifica fra i giovani

Il Royal College of Science Union all'Imperial College London ha annunciato la nuova edizione di Science Challenge 2008, un concorso annuale aperto alle scuole inglesi per promuovere la comunicazione scientifica e il pensiero creativo fra i giovani (segnalato dal sito Imperial College London). Gli studenti partecipano componendo un breve saggio che risponde a una domanda a scelta fra alcuni argomenti scientifici proposti.

giovedì 24 gennaio 2008

ResearchBlogging.org: un aggregatore di blog post sulla ricerca peer-review

ResearchBlogging.org è un nuovo sito web che indicizza e raccoglie blog post che discutono lavori di ricerca scientifica pubblicati con criteri di peer review (segnalato dal blog Cognitive Daily). I post devono soddisfare una serie di requisiti di qualità tipici della ricerca accademica.

martedì 22 gennaio 2008

Il sito web ESA complica inutilmente l'accesso al materiale multimediale

Ti propongo un esperimento sulla burocrazia della divulgazione. Richiede qualche minuto ma ti mostrerà un errore comune dei grandi enti che si occupano di comunicazione scientifica al pubblico.

Visita la raccolta multimediale del sito web dell'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea. Cerca qualche foto o video, per esempio sulla missione Shuttle STS-120. Scegli una foto del lancio.

Clicca "HI-RES JPEG" per vedere una versione dell'immagine un po' più grande di un francobollo. Sorpresa: si apre una finestra con un documento legale sul copyright e le norme d'uso del materiale. Prima di visualizzare la foto ad alta risoluzione devi cliccare "I Accept" per accettare le condizioni. Questo per ogni foto.

Ora visita la raccolta multimediale sullo Shuttle della NASA, seleziona ancora foto di STS-120, scegline una del lancio e clicca "high res" per la versione ad alta risoluzione. Sorpresa: l'immagine appare immediatamente, senza alcuna necessità di conferme.

L'ESA ha maturità ed esperienza in campo spaziale e tecnologico, ma ha ancora molto da imparare dalla NASA sulla comunicazione pubblica (anche dalla Cina?). Perché l'ESA impone questa complicazione? Troppa burocrazia, troppe restrizioni arbitrarie alla diffusione di materiale prodotto con denaro dei contribuenti.

Obbligare gli utenti ad accettare ogni volta un contratto è inutile. Chi rispetta le norme non ha bisogno di confermarlo, chi intende violarle accetterà comunque o aggirerà la richiesta. Meglio fare come la NASA, che fornisce norme d'uso del materiale consultabili facoltativamente.

Gli studi di usabilità dimostrano che questi documenti legali sono inefficaci. Jakob Nielsen, uno dei massimi esperti di usabilità del web e interfacce utente, scrive in proposito (l'enfasi è nel testo originale):
From usability studies, we know that users almost never bother to read legal documents when they come across them on a website. People just click the I Accept button without even glancing at the text. Since everybody knows that users don't read these agreements, it is interesting whether they will even hold up in court.

domenica 20 gennaio 2008

The Tech Virtual Museum Workshop: primo bilancio

Nina Simon del blog Museum 2.0 fa un bilancio del primo mese di attività di The Tech Virtual Museum Workshop, un sistema online per la progettazione collaborativa di esposizioni museali. Le sue osservazioni riguardano in particolare lo strumento utilizzato, il mondo virtuale Second Life, e le differenze rispetto allo sviluppo di esposizioni nel mondo reale.

Non ho mai usato Second Life ma ho qualche perplessità. Richiede un considerevole investimento di tempo per l'apprendimento e mi sembra uno strumento che opera a un livello di astrazione troppo basso. Imparare a vestirsi e a camminare eretti nel mondo virtuale, per esempio, sono azioni secondarie rispetto al lavoro di progettazione, una distrazione.

venerdì 18 gennaio 2008

Galaxy Zoo: la ricerca scientifica diventa divulgazione

Gli astronomi di Galaxy Zoo hanno presentato al 211° meeting dell'American Astronomical Society un poster che illustra le attività di comunicazione pubblica del team e annuncia uno studio sociologico sui volontari che collaborano al progetto. Galaxy Zoo coinvolge 125.000 "cittadini scienziati" in tutto il mondo, volontari non professionisti, nella classificazione di un milione di galassie.

Il futuro studio, che riguarderà le scienze sociali e non l'astronomia, indagherà le motivazioni del pubblico nel partecipare al progetto. I risultati chiariranno anche se la comunità dei volontari è costituita in prevalenza da appassionati di scienza o da persone senza specifica preparazione scientifica.

Basato sulla collaborazione dei volontari e nato anche come esperimento di comunicazione pubblica della scienza, Galaxy Zoo è un progetto rivoluzionario che trasforma la stessa ricerca in divulgazione.

Inizialmente i volontari erano solo una risorsa essenziale per aiutare gli astronomi nella classificazione delle galassie, ma il successo dell'iniziativa ha superato ogni previsione. Il pubblico si è interessato alle implicazioni scientifiche della ricerca e ora partecipa non solo esaminando i dati, ma anche segnalando anomalie o casi interessanti e assistendo al processo di analisi e interpretazione, ai progressi e agli errori degli scienziati.