venerdì 9 febbraio 2007

Dibattiti TV sulle pseudoscienze: l'illusione della neutralità

Ci sono programmi TV in cui qualche "eroe romantico" fa affermazioni pseudoscientifiche o complottiste, per esempio che l'uomo non è mai stato sulla Luna, e uno scienziato è chiamato a ribattere. Il conduttore del programma, paladino della libertà di espressione, concede a entrambi lo stesso tempo per un dibattito obiettivo ed equilibrato. Ma è una trappola.

Non mi sfiora nemmeno per un momento l'idea che questi programmi siano una conseguenza del deserto creativo e professionale della televisione, o del desiderio di ottenere facili ascolti con temi scandalistici o sensazionalistici.

A beneficio degli ignari autori di simili programmi, dunque, ricordo che questa par condicio è sleale verso la scienza, perché rispetta apparentemente la forma ma non la sostanza di un dibattito equilibrato. Lo stile e i ritmi televisivi sono incompatibili con l'esame rigoroso di ipotesi e affermazioni che sarebbe richiesto in questi casi.

L'eroe romantico che, lottando contro il sistema, sostiene che l'uomo non sia mai stato sulla Luna, viene favorito dal coinvolgimento emotivo offerto dal mezzo televisivo: il montaggio e la regia non sono neutrali. Fa affermazioni brevi, facilmente comprensibili, apparentemente plausibili e perfettamente integrate nei tempi televisivi. Parla al cuore e non alla ragione. Non gli è richiesto alcun legame con la realtà e non ha regole da rispettare.

Lo scienziato, invece, è costretto a dilungarsi. Nel poco tempo disponibile tenta di ribattere sul piano tecnico. Ma non risulta credibile perché il pubblico non ha le competenze di astronautica, astronomia, fisica e ingegneria necessarie per comprendere ciò che dice. Le sue convinzioni gli impongono di rispettare le regole del dibattito scientifico, della logica e del buon senso.

Quando le affermazioni pseudoscientifiche possono invece essere messe con le spalle al muro dal rigore scientifico, come sul poco conosciuto sito web Moon Base Clavius, il risultato è diverso. Ma questo modo di comunicare la scienza è incompatibile con lo stile e le necessità commerciali della televisione.

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