sabato 17 febbraio 2007

I blog possono parlare anche di scienziati, non solo di scienza

Cosa accade dietro le quinte della ricerca? Come si arriva a un risultato scientifico? Chi vi contribuisce? In che condizioni lavora? Con quali tecniche e strumenti?

Gli aspetti umani e pratici della ricerca trovano raramente spazio nella comunicazione ufficiale di un progetto scientifico o tecnologico: attività di laboratorio, discussioni fra i membri di un gruppo, intuizioni, idee geniali, passi falsi, emozioni, festeggiamenti per risultati e scoperte, momenti goliardici.

Lo sostiene da tempo anche il ricercatore Andrea Capocci, che sul blog Free lance scrive (l'enfasi è nel testo originale):
[...] bisogna divulgare come le scoperte nascono (e muoiono) e perché la scienza non è una riga dritta verso la felicità [...]
Sono temi che incuriosiscono perché completano la mera esposizione di fatti o risultati e avvicinano gli scienziati al pubblico. Ma interessano anche a chi desidera intraprendere una carriera scientifica. I blog sono strumenti adatti a questo tipo di comunicazione per la loro immediatezza e informalità.

Un esempio è la foto del curioso "strumento di pianificazione" che John Spencer, membro del team scientifico della sonda spaziale Cassini, ha descritto sul blog della Planetary Society. È un semplice modello della sonda costituito da una scatola di cartone su cui sono disegnati i componenti principali del veicolo. Muovendo la scatola Spencer può visualizzare l'orientamento della sonda.

Raramente queste informazioni appaiono nelle riviste accademiche o nei comunicati stampa dei centri di ricerca. Di solito ne parlano gli storici della scienza -- qualche secolo dopo le imprese scientifiche narrate.

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