martedì 12 giugno 2007

Pozzanghere su Marte: sensazionalismo anglosassone, cautela italiana

Il giornalismo tecnico-scientifico anglosassone è generalmente considerato attento alle fonti e alle verifiche, mentre quello italiano sembra meno rigoroso e più propenso al sensazionalismo. Nel caso della presunta scoperta di pozzanghere su Marte è però accaduto il contrario.

Il fisico americano Ron Levin ha annunciato a un convegno di avere individuato "pozzanghere" di acqua liquida su Marte analizzando immagini riprese dal rover Opportunity. La notizia è stata ripresa da NewScientist.com che ha titolato -- provocatoriamente o per sensazionalismo? -- Mars rover finds "puddles" on the planet's surface.

L'articolo di la Repubblica.it sulla stessa vicenda, firmato dal giornalista scientifico e geologo Luigi Bignami, ha invece un atteggiamento più cauto fin dal titolo, che evidenzia le obiezioni all'ipotesi di Levin:
"Acqua su Marte due anni fa"
Una scoperta che fa discutere

Lo sostiene il fisico Ron Levin che elabora le immagini inviate da Opportunity e Spirit
Non tutti alla Nasa accettano la sua tesi, c'è chi propone spiegazioni alternative
Emily Lakdawalla della Planetary Society fa infatti notare che l'analisi di Levin trascura una verifica importante, l'esame del contesto ambientale. Lakdawalla, basandosi su ulteriori dati, afferma che non può trattarsi di acqua liquida perché l'area delle presunte pozzanghere giace su un ripido pendio, sui cui un liquido scivolerebbe senza raccogliersi.

L'astronomo Phil Plait riassume la vicenda sul blog Bad Astronomy, critica la superficialità di New Scientist e ricorda che Levin non è nuovo ad affermazioni controverse.

Alcuni spunti di riflessione:
  • gli annunci di scoperte clamorose richiedono verifiche approfondite che un redattore non specializzato può non essere in grado di compiere
  • gli articoli presentati a convegni dovrebbero essere valutati con cautela perché spesso non sono soggetti a revisione indipendente
  • la qualità costa, ma quanto costa una cattiva reputazione?
N.B. Conosco personalmente Luigi Bignami, con cui ho avuto occasione di collaborare.