lunedì 19 marzo 2007

A che servono i planetari nell'era multimediale?

A che servono i planetari? Non potremmo sostituirli con le applicazioni multimediali dei computer presenti ormai in ogni casa? No.

Solo l'esperienza immersiva di un planetario permette di percepire l'ambiente naturale e i fenomeni del cielo stellato riprodotti da questa macchina. Nei luoghi con forte inquinamento luminoso dei paesi industrializzati i planetari rappresentano una delle poche opportunità rimaste per vedere un cielo buio, un'esperienza nuova per molti.

Che un planetario non possa essere sostituito da applicazioni multimediali è suggerito dalle reazioni e dai giudizi del pubblico, per esempio i resoconti che due adolescenti in visita al Planetario di Milano hanno pubblicato sui loro blog (sì, sono indubbiamente abituati alle tecnologie multimediali): una studentessa ventenne della provincia di Pavia e uno studente torinese quindicenne. Il loro entusiasmo è significativo perché i giovani sono considerati poco interessati alla scienza.

Ma il modo migliore per rendersene conto, soprattutto per gli amministratori locali e i rappresentanti delle istituzioni, è assistere a una proiezione presso un grande planetario. Le esclamazioni di stupore, e spesso gli applausi, che si levano in coro dalla platea ogni volta che appaiono le stelle nel cielo buio, sono più eloquenti e comprensibili di qualsiasi resoconto.

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