domenica 11 marzo 2007

Marketing per la scienza e scienza per il marketing

Lei è stato sulla Luna?
Domanda del responsabile marketing di una grande azienda a un astronauta italiano

È stato dato ampio risalto all'intervento di Larry Page, cofondatore di Google, al meeting annuale 2007 (San Francisco, 15-19 febbraio 2007) dell'American Association for the Advancement of Science.

Page ha detto che la scienza ha "un serio problema di marketing" e che gli scienziati dovrebbero farsi coinvolgere maggiormente nella politica, negli affari e nei media per "vendere" meglio le possibilità della scienza ai legislatori, ai leader imprenditoriali e al pubblico.

C'è un'affermazione di Page che mi lascia perplesso:
And virtually none of the marketers in the world work for science.
Il fatto che gli esperti di marketing non lavorino ancora per la scienza non è un aspetto negativo, almeno per ora. Prima che questa collaborazione si concretizzasse, forse sarebbe meglio che gli esperti di marketing e media conoscessero meglio il mondo della scienza. E che abbassassero i toni talvolta eccessivi:
Mi lascia perplesso un'altra dichiarazione, che lo stesso Page definisce radicale:
Page threw out a few more ideas to raise science’s profile, such as tying tenure and grant money to the media impact of research and having universities oversee science education in primary schools, which he admitted was a “radical proposal.”
La qualità della ricerca e l'impatto sui media non sono necessariamente legati. Ci si può fare un'idea dei rischi di privilegiare la popolarità considerando per esempio il livello attuale dei programmi televisivi.

Nonostante queste riserve condivido la necessità per la scienza di comunicare meglio. Seguirò con attenzione eventuali sviluppi delle esortazioni e provocazioni di Page.

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