domenica 11 maggio 2008

il Web 2.0 è utile anche alle persone comuni?

Chi usa le applicazioni Web 2.0? Un'avanguardia che anticipa la futura diffusione a un pubblico più vasto di persone comuni, o solo pochi eccentrici amanti delle novità tecnologiche? Se lo chiede Gina Trapani del blog Lifehacker.

La domanda è rilevante anche per le implicazioni sull'informazione scientifica online. I nuovi strumenti web, che si diffondono ancora lentamente, possono rendere più efficace anche questo tipo di comunicazione. L'assenza di divulgazione tecnologica in Italia e la limitata diffusione di Internet rallentano però questo processo.

In base alla mia esperienza, l'adozione degli strumenti Web 2.0 è bassa anche fra chi fa comunicazione scientifica. Fra i miei colleghi, per esempio, solo un paio usano strumenti web più avanzati della posta elettronica e la navigazione dei siti, e RSS è quasi sconosciuto. Pochi manifestano interesse a conoscerli, usarli per conto proprio o sperimentarli per il loro lavoro.

1 commento:

  1. Ciao,
    Assolutamente si! La tecnologia web 2.0 rende l'interazione con il web molto più "semplice" ed intuitiva. E se è vero che i feed RSS sono quasi sconosciuti al di fuori degli addetti ai lavori, è però anche vero che l'interazione uomo-macchina è un "issue" presente da sempre.
    E' infatti viva più che mai la necessità costante di definire UI sempre più "user friendly", che offrano un modello di interazione coerente e semplice (es: le interfaccie grafiche a finestre) e che aumentino la potenza delle funzionalità disponibili.

    Ed il discorso è assolutamente vero anche nel mondo Internet. Vedo che ultimamente si stanno moltiplicando velocemente moltissimi siti che offrono servizi anche innovativi, e comunque ben curati, con interfacce complesse ed accattivanti, perfino molto educative anche nei contenuti.
    Lo spostare "on line" le applicazioni è certo una tendenza attuale. E web 2.0 ne è un forte propulsore.

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